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Pastella mio cuore (Holy Sonnet 14) Riepilogo

Pastella mio cuore (Holy Sonnet 14) Riepilogo

L’altoparlante inizia chiedendo a Dio (insieme con Gesù e lo spirito Santo, insieme, sono la Trinità che rende il Cristiano “tre-personed Dio”) per attaccare il suo cuore, come se fosse porte di una città fortezza. L’oratore vuole che Dio entri nel suo cuore in modo aggressivo e violento, invece che dolcemente. Quindi, nella riga 5, l’oratore si paragona esplicitamente a una città catturata. Cerca di far entrare Dio, ma ha problemi perché il lato razionale dell’oratore sembra avere il controllo.
Alla “svolta” del poema (vedi la sezione “Forma e metro” per ulteriori informazioni sull’importanza della forma del sonetto e, in particolare, la “svolta”), l’oratore ammette di amare Dio e di voler essere amato, ma è legato al non specificato “nemico” di Dio, che possiamo pensare come Satana, o forse “ragione.”L’oratore chiede a Dio di rompere i legami dell’oratore con il nemico, e di portarlo da Lui, non lasciandolo andare libero. Poi spiega perché vuole tutto questo, ragionando con doppi significati: non può essere veramente libero a meno che Dio non lo asservisca e lo ecciti, e non può astenersi dal sesso a meno che Dio non lo porti via e lo delizia.

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